Tutankhamon
31/07/2007 - 17:13
Benche' la clamorosa scoperta della sua tomba quasi integra lo abbia reso forse il piu' celebre dei faraoni,le notizie sulla figura storica di Tutankhamon risultano tuttora scarne e piuttosto incerte. Nato intorno al 1350 a.C.,in un momento di pace e di grande opulenza per l'Egitto,egli fu probabilmente l'ultimo dei quattro figli maschi del re Amenofi III e della regina Teie,i cui antenati erano originari della bassa Nubia. Verso la fine del proprio regno,durato quasi quarant'anni,Amenofi III si era fatto affiancare nel governo dal secondogenito,giacche' il
primogenito ,Thutmes, era scomparso prematuramente. Alla morte del padre il coreggente,che nel frattempo con l'appoggio del genitore aveva aveva instaurato il culto di Aton cambiando il nome Amenofi IV in Akhenaton,fu consacrato faraone regnando per un periodo oscillante fra i sette e i nove anni. Quando aveva dato avvio alla riforma religiosa,Akhenaton si era allontanato da Tebe insieme alla sua regale consorte Nefertiti e aveva fontato nel medio Egitto una nuova citta' chiamata Akhetaton,che divenne la sede della corte faraonica. QuiTutankhamon trascorse la sua infanzia,ancora era chiamato Tutankhaton,dopo aver vissuto i primissimi anni a Tebe. Accompagnato dai tutori e da Ti,la nutrice della regina Nefertiti,il giovane principe partecipava agli spettacoli organizzati dal padre e alle cerimonie popolari,oppure faceva lunghe scorribande con il cocchio per le vie della citta' o le campagne vicine. La felice infanzia di Tutankhaton viene interrotta dalla morte del padre Akhenaton,alla quale sembra abbia fatto seguito un breve regno,circa due anni,di un personaggio misterioso,conosciuto con il nome di Smenkhkara,probabilmente il terzogenito di Amenofi III. Dopo questi eventi si prospetto' per il giovane Tutankhaton la successione al trono giacche' i suoi fratelli maggiori erano morti senza lasciare eredi. La sua posizione regale fu rafforzata dal matrimonio con la principessa Ankhesenaton,figlia di Akhenaton e di Nefertiti,che era gia' andata in sposa al proprio padre secondo il costume rituale egizio. La consacrazione e l'incoronazione del sovrano ebbero luogo,intorno al 1340,a Tebe sotto pressione dei sacerdoti,tornati alla loro posizione di preminenza. Si procedette quindi all'incoronazione conferendo al sovrano il nome protocollare Nebkheperura(Signore delle trasformazioni di Ra),cui segui' il rito del contatto diretto tra il sovrano e Amon. Come abbiamo detto, non sono molte le notizie pervenuteci sul breve regno di Tutankhamon, nome che sostitui'il precedente Tutankhaton,morto a soli vent'anni. Risulta comunque evidente che la giovanissima eta' del faraone favori' iniziative di alcune autorevoli personaggi di corte,tra i quali sembrano aver avuto un peso notevole soprattutto Ai (divino padre e sposo della nutrice Ti nonche',piu'tardi,effimero successore dello stesso Tutankhamon) e lo scriba Horemheb,anch'egli destinato ad assumere la guida suprema dell'Egitto. Grande influsso sul giovane faraone esercito' anche la potente suocera Nefertiti. Dopo tre anni di regno la corte fu di nuovo trasferita da Akhetaton a Tebe in conformita' del graduale recupero delle tradizioni sollecitato dai sacerdoti di Amon,per far dimenticare le riforme promosse da Akhenaton. Dopo dieci anni di regno,Tutankhamon,soltanto ventenne,mori' per cause ancora sconosciute. Si tratto' comunque di una morte improvvisa e inattesa che lascio' l'Egitto in un momento di grande confusion
e,dovuta soprattutto ad una questione di successione. Dal momento che la tomba del sovrano non era stata ultimata e tale lavoro richiedeva parecchi anni,si decise di costruirne una piu' piccola o gia destinata (si pensa al divino Ai) a qualcun'altro. Le esequie si svolsero in primavera,dopo l'imbalsamazione ,durata settanta giorni,e il saluto della vedova al marito,la mummia fu deposta in un catafalco a forma di barca, che venne trascinato da quattro buoi. Giunta al canale che portava al Nilo la processione si trasferi' sull'acqua e dopo il lungo viaggio fluviale accompagnato dai riti regali,si mise di nuovo in cammino verso la necropoli. Davanti alla tomba i sacerdoti deposero la mummia dal catafalco e, dopo il rito dell'apertura della bocca e degli occhi,fu collocata nei tre sarcofagi antropoidi e,infine,in quello rettangolare,che venne poi sistemato nella tomba. Dopo la cerimonia di sepoltura si diede inizio al banchetto funebre ,che segnava la fine del periodo di lutto. Nel frattempo il giovane faraone,separato dalla vita terrena,iniziava il viaggio che lo avrebbe condotto alla rinascita nell'eternita'.
ATTILA
25/07/2007 - 21:24

Attila fu re degli Unni a partire dal 443. Per la sua ferocia fu detto "flagellum Dei". Durante il suo regno Attila sottomise molte popolazioni germaniche e riusci' a costituire una potenza militare tale da imporre tributi agli imperi d'oriente e d'occidente. Quando Attila lancio' i suoi Unni sull'occidente fu come un irresistibile tempesta di fuoco. Oltrepasso' il Reno,occupo' il Belgio,distrusse Metz e altre importanti citta'. Prese da un terrore intescrivibile le popolazioni fuggirono davanti agli Unni. Si narra che in questa tempesta di fuoco e di sangue i santi furono gli unici protettori delle popolazioni spaventate. Troyes fu salvata dal suo vescovo S. Lupo. Quando Attila arrivo' alle porte della citta',gli ando' incontro in abiti pontificali. Attila impressionato dalla sua autorita',passo' per la citta' senza provocare danni. A Parigi fu un'umile pastorella, Santa Geneviene a trattenere la furia di Attila con la forza delle sue suppliche. Gli Unni marciarono su orleans,la il vescovo S.Agnano fece si che il popolo compisse prodigi di valore. S.Agnano chiese l'aiuto del generale romano Ezio,e mantenendo la resistenza fino alla fine,vide arrivare gli aiuti prima della caduta della citta'. Sconfitto,Attila ,si ritiro'in un campo circondandosi di carri,al centro di questo campo si scorgeva un'enorme pira fatta di selle di cavallo. Attila vi era sopra e isuoi Unni,tenendo delle torce accese,erano pronti ad appiccare il fuoco qualora il recinto fosse stato forzato. Voltandosi verso il nemico,Attila,urlava come una belva ferita . I romani non osarono affrontare la sua disperazione e lo lasciarono rientrare in Germania.
L'anno dopo, il 452, il "flagello di Dio" usci' dal suo rifugio, pieno di nuovo furore, e penetro' in Italia devastandola e distruggendone le citta',in particolare espugno' Aquilea e devasto' il Veneto. Roma era perduta,non possedendo i popoli ita
lici un esercito per difenderla,ma Papa San Leone Magno si adopero' per la sua salvezza,recandosi coraggiosamente al campo di Attila con i rappresentanti dell'imperatore. Contro tutte le logiche, Attila, a cui non bastava che fare avanzare il cavallo per prendere l'urbe, concesse a S. Leone la pace e la sua ritirata dall'Italia. Interrogato sul motivo di questa concessione al Papa, Attila rispose di aver visto, a fianco del sommo pontefice,un altro personaggio con una spada in mano che lo minacciava di morte qualora non avesse ceduto. Attila mantenne la promessa e riattraverso' il Danubio.
Al seguito di Attila c'e' Odabella, salvatasi dopo la distruzione di Aquilea, la ragazza ha perduto pero' il padre e l'amato Foresto. Quest'ultimo riuscito a salvarsi raggiunge l'accampamento di Attila, progettado di assassinare il re degli Unni. Foresto ritrova Odabella,anche lei intenzionata ad uccidere Attila. Odabella sventa il piano di Foresto,che viene imprigionato,perche' vuole essere lei la vendicatrice del suo popolo. Attila, in segno di gratitudine, consegna alla ragazza il prigioniero e annuncia la decisione di sposare Odabella, la quale pero' scappa nel campo romano. Attila la insegue nel campo dei romani, scoperto,viene circondato da numerosi nemici, Odabella approfitta della situazione e colpisce a morte Attila. E' il 453 ed inizia cosi' la fine del suo grande impero.
Altri raccontano che Attila non peri' ne di spada e neanche per vendette personali ma per una emorragia che lo soffoco'
Battaglia delle Termopili
14/07/2007 - 13:48

La battaglia delle Termopili ebbe inizio nel 480 a.C. tra una alleanza di citta' stato greche e i persiani.
Dopo il fallito tentativo da parte di Dario I ,il figlio, Serse I re della Persia , dopo anni di preparazione,emula il padre cercando di conquistare la Grecia. Nel 484 a.C. l'esercito e le navi di SERSE arrivarono in Asia Minore,costruirono un ponte di barche sull'Ellesponto presso Abydos attraversandolo.Erodoto narra che l'esercito di Serse era formato da quasi sei milioni di uomini seguiti da una flotta di 1.200 navi,l'esercito piu' grande mai visto .Altri lo stimavano intorno ai tre milioni. Erodoto scrive anche che l'esercito prosciugava interi fiumi per dissetarsi e mangio' provviste destinate a sfamare intere citta'.
Le polis greche riuscirono ad accordarsi per contrastare il pericolo,facendo un'alleanza con a capo Sparta .Al comando del re Leonida si prepararono a fermare l'esercito persiano nel nord della Grecia,presso il passo delle Termopili.
Al primo distaccamento spartano di Leonida e dei suoi soldati di palazzo composto di 300 opliti,2.800 peloponnesiaci e circa 900 iloti,si unirono soldati provenienti da altre citta' tra i quali 700 da Tespia,400 da Tebe,1.000 focesi e inoltre da Tegea,Mantinea, Micene, Orcomeno,Corinto e di altre citta' della Beozia e dell'Arcadia per un totale di circa 4.500 opliti.
Serse non credeva che cosi'pochi uomini gli si potevano opporre,cosi' diede ai greci cinque giorni per arrendersi. Alle voci che i Medi erano talmente numerosi che oscuravano il sole con le loro frecce, gli spartani risposero che loro combattevano meglio all'ombra.
Passati i cinque giorni ,l'attacco.
I primi ad arrivare sui greci furono i medi, capeggiati da Tigranes,ma furono respinti con gravi perdite. Il secondo attacco fu portato dai soldati provenienti da Susa,detto l'esercito dal grande scudo,ma anche loro furono respinti.
Il giorno dopo,comandati da Idarne,Serse mise in campo le truppe speciali,i diecimila immortali,ma anche questi non ebbero miglior fortuna. Dopo il secondo giorno di battaglia un greco, di nome Efialte,diserto' e tradi' i greci informando Serse di un percorso diverso per superare il passo delle Termopili. La strada era difesa dai focesi i quali attaccati opposero una debole resistenza prima di fuggire consentendo il passaggio dei persiani.
Leonida capi' che tutto era perduto. L'11 agosto allontano' tutti tranne 300 spartani e i soldati tespiani guidate da Demofilo rimasti in aiuto degli spartani.Quando i persiani chiesero ai greci di consegnare le armi Leonida grido' loro di venirsele a prendere. La battaglia fu feroce,Leonida venne ucciso,per quattro volte il suo corpo fu catturato dai persiani e per quattro volte gli spartani lo ripresero.Esausti i superstiti si ritirarono sul colle che sovrasta il passo per proteggere il corpo del loro re. Senza nessuna pieta' Serse ordino' di finirli con le frecce per non rischiare altri uomini.
Oggi dove si e' combattuta questa battaglia esiste un monumento con incisa questa frase:"O VIANDANTE, ANNUNCIA AGLI SPARTANI CHE QUI GIACIAM PER AVER OBBEDITO ALLE LORO PAROLE"





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